La Medicina Ortomolecolare

La medicina ortomolecolare si basa essenzialmente sul corretto uso della nutrizione e di aminoacidi, vitamine e minerali e quanto altro possa contribuire a migliorare la salute e la qualità della vita degli esseri umani e su metodi igienico sanitari che partono dal presupposto che molti disturbi e malattie derivano da sostanze chimiche che possono essere evitate, o da situazioni che possono essere trattate, a volte curate, riequilibrando in maniera ottimale le l'assetto biochimico individuale, unico ed irripetibile per qualsiasi persona. Questo riequilibrio può essere perseguito utilizzando con consapevolezza delle sostanze chimiche naturali, quali le vitamine, dei minerali dietetici, degli enzimi, degli antiossidanti, degli aminoacidi, degli acidi grassi essenziali, dei pro-ormoni, dei probiotici, delle fibre dietetiche e degli acidi grassi a catena corta intestinali. Molte delle sostanze usate nella Medicina Ortomolecolare sono sostanze nutrienti essenziali. La Medicina Ortomolecolare in Italia è stata introdotta dal Prof. Adolfo Panfili, presidente dell'Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare (A.I.M.O.) su incarico del premio Nobel professor Linus Pauling. Tale associazione rappresenta l'unica struttura riconosciuta da Pauling a svolgere informazione, diffusione e formazione di questa branca della medicina, oggi diffusa ed esercitata da molti medici in tutto il mondo. I trattamenti ortomolecolari inoltre sono utilizzati anche nei campi della medicina complementare ed alternativa, ma è importante precisare che la Medicina Ortomolecolare non va considerata una medicina alternativa, in quanto la sua finalità è quella d’integrare i differenti approcci specialistici in un contesto multidisciplinare. Per esempio nell’ambito della prevenzione dell’insorgenza della Spina Bifida (un difetto del tubo neurale) è fondamentale l’assunzione nel corso del primo mese di gestazione della madre l’assunzione dell’acido folico per prevenire l’insorgenza di questo difetto nel feto. Ora assumere una vitamina od un aminoacido in questo contesto non rappresenta un’alternativa, quanto piuttosto un’integrazione oramai consolidata dall’evidenza scientifica internazionale.

In sostanza è questo l’approccio integrato del Prof Adolfo Panfili, che si pone con saggia ed obiettiva serenità a valutare ed utilizzare con filosofia integrativa tutte quelle modalità terapeutiche che possono risultare utili e risolutive per la salute del paziente. I farmaci servono ad affrontare le situazioni d’urgenza e la loro gestione, talora inevitabile e salvavita, non può essere banalizzata o liquidata con atteggiamenti terapeutici estremisti ed oltranzisti, che certo non giovano al paziente ed alla Medicina in generale . Ciò nondimeno la prescrizione di farmaci ad oltranza deve essere attentamente valutata specialmente nei soggetti giovani e/o debilitati, nelle gestanti, nelle puerpere, ecc.

Allorchè possibile secondo l’approccio ortomolecolare del prof Panfili è opportuno sostituire il farmaco con vitamine, aminoacidi, minerali e perché no attingendo con consapevolezza dal repertorio omeopatico, fitoterapico, coadiuvandosi con agopuntura, chiropratica, osteopatia. Utilizzare pertanto quelle strategie volte a migliorare lo stato generale e qualora necessario la tolleranza al farmaco stesso, qualora irrinunciabile. Per intenderci meglio prosegue lo scienziato:”…se un bambino è affetto da polmonite ed è febbricitante con una temperatura corporea di 40 °C , pur essendo diplomato da decenni in omeopatia ed omotossicologia non mi arrischierò certo a prescrivere soltanto Bryonia o Pulmonaria, ma piuttosto prescriverò tempestivamente un buon antibiotico ed a piene dosi, coadiuvato da un antipiretico. Certo l’omeopatia potrà coadiuvare la terapia allopatica aiutando il piccolo paziente a smaltire tossine e scorie che il farmaco inevitabilmente produce all’interno dell’organismo del giovane ospite, al fine di garantirne una più rapida ripresa e possibilmente riducendo l’insorgenza di possibile effetti collaterali…”

Medici che possano padroneggiare a 360 ° l’approccio con il malato non ce ne sono molti in giro si potrebbe giustamente obiettare, ma in fin dei conti non occorre certo un drappello di Einstein o premi Nobel, per comprendere che in qualsiasi guarigione un ruolo determinante gioca l’approccio interdisciplinare che si basa sul confronto umano, dialogico e scientifico tra i professionisti della salute . Troppo spesso si dimentica, nell’era della comunicazione, quanto lo scambio di opinioni sia non solo raccomandabile, ma indispensabile per il buon esito di qualsiasi terapia.

Certo una preparazione eclettica nei vari settori è auspicabile e la vita del prof Adolfo Panfili né rappresenta una testimonianza eloquente. Prima di essere uno scienziato quest’uomo è stato atleta poliedrico di valore nazionale in molteplici specialità sportive (vedi curriculum vitae) per trasporre poi tale approccio nei vari settori medici nei quali il professore si è affinato e perfezionato nel corso di circa tenta anni di professione, conferenze, seminari, lezioni universitarie, tenute in tutto il mondo. Il dott. Panfili si è specializzato in Ortopedia presso il Policlinico Agostino Gemelli ed ha svolto il suo tirocinio medico pratico presso l’ Università del Sacro Cuore in Roma in qualità di aiuto del prof Carlo Ambrogio Logrsocino, Direttore di Dipartimento di Scienze Ortopediche e Traumatologiche (Dip). Il suo chilometrico curriculum vitae menziona tra le centinaia di pubblicazioni, congressi, convegni, interviste, presenze televisive, inoltre un brillante professorato svolto presso l’Università degli Studi di Siena nell’ambito dell’insegnamento dell’Anatomia ed Istologia umana che gli ha consentito di approfondire ulteriormente le sue già ben radicate conoscenze ortopediche e chiropratiche approfondite attraverso lo studio ed il diploma quadriennale in Omeopatia, Omotossicologia ed Agopuntura, conseguito in Germania con il massimo del profitto negli anni 90, allorché in tali settori in Italia gli esperti si potevano contare sulle dita di una sola mano. Dopo aver frequentato i corsi dell’Educational Commission for Foreign Medical Graduates (ECFMG®) per l’acquisizione della possibilità di praticare la professione e la ricerca negli USA il professor Panfili, ha affinato la sua esperienza di traumatologo sportivo presso la prestigiosa squadra di Football Americano dei Los Angeles Rans, a Los Angeles, laddove in qualità di Scientific Advicer e Visiting Professor ha trascorso complessivamente circa tre anni della sua vita, entrando in contatto con i nomi più prestigiosi dell’ambito scientifico, sportivo e dello spettacolo del continente, tra i quali il pluripremio Nobel Professor Linis Pauling è quello che in lui ha lasciato la traccia più profonda ed ispirativa.

Ha collaborato come Ricercatore e Visiting Professor anche con il prof Donald Tyson a Santa Monica (LA) California per la diagnosi e la terapia delle patologie del metabolismo aminoacidico, svolgendo migliaia di tests diagnostici sul metabolismo amianoacidico in atleti olimpici e personaggi di risalto come Arnold Schwarzenegger, Silvester Stallone, ecc. tanto per citarne qualcuno.

E’ stato Consulente Scientifico della Gold’s Gym Enterprise il più grande network di fitness e benessere sul globo, che vanta più di 1000 centri sparsi per il mondo; ha disegnato le prime formule dei loro integratori diffuse in tutto il mondo.

Le suggestioni americane però non hanno distolto il prof Panfili dalle sue origini e dalle sue radici che lo hanno riportato in Italia dove ha recato con sé non solo le sue esperienze scientifiche ed umane, ma un background unico nel settore della medicina a tutto tondo e la qualificante richiesta del professor Pauling di fondare in Italia una eminente sede della Medicina Ortomolecolare. Promessa mantenuta al punto tale che il modello di Medicina Ortomolecolare Italiana del ,prof Panfili è divenuto un’ispirazione ed un riferimento unico nel panorama europeo e mondiale da molti imitato. L’AIMO (Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare) è l’organismo europeo più quotato per le ricerche eseguite e per il fatto di aver per primo perseguito l’obiettivo di essere introdotto con successo nell’ambito universitario.

Rientrato definitivamente in Italia all’inizio degli anni 90 il professor Panfili ha diretto il primo Centro di Fisiopatologia dell’amminoacido europeo mettendo a disposizione dei suoi connazionali dati e conoscenze accumulate nel corso delle sue peregrinazioni scientifiche.

Come il collega Catchart anch’egli ortopedico di grido e fama internazionali il prof Panfili ha mantenuto nel suo approccio ortomolecolare un assetto universalistico ed umanistico tale da consentirgli di spaziare nei campi dello scibile, della ricerca pionieristica.

Basta dare un’occhiata alle pubblicazioni del,prof Panfili per rendersi conto che ci si trova davanti ad un vero esperto della colonna vertebrale a tutto tondo che la colonna la conosce molto bene da tutte le angolazioni possibili ed immaginabili.

“Affamato di conoscenze e curioso cronico…” come lo definiva il compianto professor Linus Pauling il prof Panfili ha approfondito il suo bagaglio culturale attraverso innumerevoli trainings super specialistici svolti in qualità di aiuto con i più grandi chirurghi della colonna, a cominciare dal prof Carlo Ambrogio Logrsocino, Direttore di Dipartimento di Scienze Ortopediche e Traumatologiche (Dip) del Policlinico Gemelli – Università del Sacro Cuore di Roma, al prof Carlo Carmine Cerciello Primario degli Ospedali Riuniti di Roma - Dipartimento di Chirurgia vertebrale - San Camillo – Roma, del pioniere della chirurgia vertebrale del secolo scorso prof. Jhon Howard Moe, del prof Giulio Maira, Direttore dell'Istituto di Neurochirurgia del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli" in Roma, e molti altri.

Il prof Panfili tratta vertebre, postura e nutrizione in stretta sinergia sin dall’inizio della sua trentennale attività professionale, sia dal punto vista chirurgico che manipolativo essendo tra l’altro il primo ortopedico in Europa a Diplomarsi in Best Chiropratica con il prof Ted Morter, uno dei migliori chiropratici al mondo, del quale è stato il miglior allievo europeo.

Da segnalare il campo della Psichiatria Ortomolecolare nel quale ci si occupa dell'uso della medicina ortomolecolare a sostegno ed integrazione dei problemi psichiatrici con ottimi risultati specialmente nel campo dell'Autismo e delle patologie correlate, dalla Depressione alla Schizofrenia. Il campo ortomolecolare è basato su ricerca in biochimica, nutrizione, medicina, omeopatia, fitoterapia, chiropratica, osteopatia, posturologia e prodotti farmaceutici uniti con l'esperienza clinica a sostegno di medici e scienziati. Molti studi nutrizionali tradizionali, sia recenti che storici, forniscono il supporto d'investigazione e clinico per i trattamenti ortomolecolari.

Il prof Panfili sostiene l'importante dato che le terapie ortomolecolari sono un prezioso ed utile supporto per le terapie farmacologiche croniche (per esempio: cure a base di cortisone, chemioterapici, ecc., ... ) riducendone gli effetti secondari o i danni a breve, medio e lungo termine. Le terapie ortomolecolari si basano anche sull'uso di somministrazioni parenterali endovenose del tutto prive di rischi, poiché utilizzano soltanto le molecole che sono normalmente presenti nell'organismo attraverso una dieta sana e la regolarizzazione del metabolismo.

Nell’oncologia un adeguato stato nutrizionale è indispensabile nel malato sia per una migliore risposta alla terapia antitumorale sia per fronteggiare le esigenze nutrizionali richieste dallo stress della malattia stessa oltre che del farmaco. Le cause della malnutrizione in oncologia sono molteplici; schematicamente si possono suddividere cause collegate alla neoplasia e cause relative al trattamento antineoplastico. Il tumore è causa di malnutrizione in quanto: può indurre ipermetabolismo,stimolare fattori circolanti che provocano anoressia e perdita di peso; può provocare un blocco meccanico del transito intestinale come nelle neoplasie intestinali. Inoltre la terapia antitumorale è causa di malnutrizione poiché può essere associata a nausea e vomito, stomatite ed esofagite, diarrea, alterazioni del gusto o alterazioni dei normali ritmi dei pasti e del sonno.La malnutrizione in corso di terapia è più spesso associata ai vari trattamenti antineoplastici,nonostante negli ultimi anni le terapie di supporto in oncologia grazie all’approccio ortomolecolare siano diventate sempre più efficaci. Un quarto dei pazienti in trattamento chemioterapico risulta essere sottopeso. Si può ipotizzare che anche il cambiamento dei normali ritmi di vita quotidiana,l’aspetto psicologico negativo, il cambiamento del gusto, le alterazioni del metabolismo indotto dalla chemioterapia possano incidere sfavorevolmente sullo stato nutrizionale dei pazienti oncologici.

Secondo il Prof Panfili si evidenzia quindi la necessità di ulteriori studi sullo stato nutrizionale dei pazienti oncologici.

Informazioni più approfondite sullo stato nutrizionale dei pazienti in corso di trattamento potrebbero essere utili per intervenire sulla dieta e su eventuali problemi psicologici connessi con la terapia, al fine di migliorare il trattamento terapeutico e di incidere favorevolmente sul processo di recupero e di sopravvivenza. Nello stesso tempo un’accurata indagine sullo stato nutrizionale del pz fuori terapia rimane essenziale per poter intervenire, al contrario, sulle cause di un eventuale eccesso ponderale.

Ottimi risultati si perseguono con l'utilizzo della Medicina Ortomolecolare specialmente nel settore antiage.